Architetti del Regno Occidentale – Un punto di riferimento del genere?

Architetti del Regno Occidentale

Visto l'imminente arrivo sul mercato (dopo una gustosissima anteprima al Modena Play 2019) di Paladini del Regno Occidentale, il secondo capitolo della serie "Del Regno Occidentale", cogliamo l'occasione per parlare del primo capitolo della trilogia, ovvero Architetti del Regno Occidentale. La serie, ideata da Shem Phillips, è composta da tre diversi giochi indipendenti con un unico tema comune (il regno occidentale), esattamente come per la sua precedente serie "The North Sea Trilogy" (a tema vichingo). Architetti, arriva in Italia grazie a Fever Games, che ne ha curato la traduzione e la distribuzione nel nostro paese. Andiamo con ordine e partiamo, come sempre, dalla scatola. Si presenta molto compatta (23cm) e quadrata (informazione utile per i collezionisti). E' più piccola dei classici giochi del genere, ma all'interno troviamo davvero un sacco di materiale: un tabellone, comune a tutti i giocatori, 5 (+ 1 per l'Automa) schede personali per ogni giocatore fronte-retro, con le rispettive pedine in legno colorate (Giallo, Blu, Rosso, Verde e Viola), token in legno per Argilla, Pietre, Legno, Oro, Piastrelle (ognuno con la propria forma e colori differenti), monete di cartone e diversi mazzi di carte (161 carte in totale).

Architetti del Regno Occidentale

La qualità è davvero molto alta, i token in legno sono ben realizzati, le carte hanno un'ottima grammatura e sono piacevoli al tatto. Sarebbe stato perfetto con delle monete in metallo, ma quelle sono sempre acquistabili separatamente. Purtroppo la scatola non prevedere inserti per tutti i materiali, che sono quindi organizzati solo in bustine trasparenti.

Il Gioco

Ci troviamo nel Regno Carolingio (circa 850 d.C.) e i giocatori vestono i panni di esperti Architetti che si sfidano per ottenere i favori del Re e per mantenere il proprio status di nobile. Nulla di particolarmente nuovo o originale sotto questo aspetto, ma tema decisamente adatto alle meccaniche scelte e ben realizzato. Durante la partita infatti l'ambientazione si sente abbastanza e capita difficilmente di trovarsi solo a fare conti min/max per ottimizzare le proprie mosse. Capita più spesso invece di pensare qualcosa del tipo "prendo dell'argilla al prossimo turno così finisco le risorse per costruire il pozzo". Ad aiutare anche sotto questo aspetto c'è tutto il lavoro grafico di Mihajlo Dimitrievski, stesso artista della serie "The North Sea Trilogy". Converrete anche voi che la bellezza di un gioco sotto un punto di vista estetico è molto personale, ma, se posso dire la mia, il gioco è davvero bello. Partendo dalla scelta dei colori utilizzati (il rosso della scatola, il vedere del tabellone e le pedine giocatore) fino ad arrivare ai disegni (degli aiutati o degli edifici), risulta tutto molto in sintonia e molto gradevole alla vista.

Architetti del Regno Occidentale

Meccaniche

Architetti del Regno Occidentale rientra in pieno nella categoria piazzamento lavoratori / gestione risorse, ma prima di pensare "Oh no! L'ennesimo piazzamento lavoratori.. No grazie, ho la libreria piena di giochi simili." vediamolo in dettaglio. Questo genere è abbastanza saturo, infatti ne escono decine di titoli ogni anno, ma Architetti porta una ventata di novità. La meccanica di fondo che guida il gioco e i turni di ogni giocatore è esattamente quella che vi aspettate: scegliete un luogo, ci posizionate sopra uno dei vostri lavoratori, completate le operazioni relative a quel luogo, fine del turno. In realtà però Architetti porta delle piccole modifiche qua e là che rendono il tutto più fresco. Come prima cosa, la maggior parte dei luoghi permettono a tutti i giocatori di accederci in contemporanea, e non in modo esclusivo. Come si fa quindi ad ostacolare i propri avversari se non bloccandogli le aree a cui accedere? Semplice, imprigionando i lavoratori avversari! Questo meccanismo permette quindi un'interazione tra giocatori meno banale e permette di effettuare delle strategie più avanzate. Può sembrare una sottigliezza, ma bloccare un giocatore prima che metta in atto una sua strategia (per esempio bloccandogli l'accesso ad una determinata risorsa) risulta meno divertente e stimolante, per entrambi i giocatori, che rallentare un giocatore a metà della sua strategia (ad esempio catturandogli i propri lavoratori quando mancano giusto due risorse per terminare la sua strategia).


Strategia

Parlando di strategia bisogna dire che Architetti del Regno Occidentale mette a dura prova i giocatori. Esistono diversi metodi per fare punti e ognuno richiede degli step diversi. Infatti un altro dei punti a favore del gioco è che risulta tutto molto ben bilanciato. Non esiste (o almeno io non l'ho trovata) una strategia chiaramente vincente, si equivalgono tutte abbastanza e bisogna sempre tenere d'occhio cosa fanno gli avversari per adattarsi al flusso del gioco. Già dopo qualche partita infatti si capisce che giocando senza tenere conto degli altri e senza interagire con loro si riduce drasticamente le possibilità di vincita. Il posizionamento dei lavoratori offre anche un'altra caratteristiche molto interessante. Più lavoratori si posizionano in un luogo, maggiori saranno i benefici che si otterranno (o le azioni che si potranno eseguire). Questo ovviamente invoglia i giocatori ad accumulare i propri lavoratori su un solo luogo, ma bisogna sempre stare attenti a non farsi imprigionare le proprie pedine, soprattutto quando sono in gruppo numeroso, dagli altri giocatori. Ma la caratteristica principale, o forse meglio dire quella che mi ha fatto decidere di prendere il gioco è il "tracciato reputazione". In Architetti infatti, ogni giocatore può decidere come intende giocare, se seguendo le regole ed essendo premiato a fine partita, o giocando per il male, prendendo scorciatoie e venendo però puntiti durante il conteggio finale. Ovviamente non è l'unico gioco ad implementare questo meccanismo, ma nel genere se ne vedono davvero pochi.

Architetti del Regno Occidentale

Aspetti chiave

  • Mancanza di tempi morti. Grazie ai suoi turni veloci, anche con molti giocatori, il tempo di attesa è veramente minimo  (o quasi, con alcuni tipi di giocatori i tempi morti sono inevitabili, ma li non dipende dal gioco..). Ogni giocatore infatti può compiere azioni relative ad un solo luogo, senza possibilità di combo o effetto domino. La durata delle partite inoltre non è prefissata (ad esempio un numero di turni da eseguire). Le partite terminano quando è stato costruito un numero minimo di edifici (e cattedrale) in base al numero di giocatori.
  • Incertezza di vittoria fino alla fine: Una volta raggiunto il numero minimo di edifici prefissato, ogni giocatore dispone di un ultimo turno per completare la propria strategia e ottenere più punti possibili. Tenendo conto di questo turno finale e del fatto che i punti vittoria vengono calcolati solo a partita conclusa, non è possibile sapere come si è messi con precisione rispetto agli altri giocatori, e questo aggiunge un po' di suspace alle partite. C'è da dire inoltre che i punteggi finali dei giocatori sono sempre molto ravvicinati ed è quasi impossibile che un solo giocatore prenda il largo rispetto agli avversari.
  • Rigiocabilità e Longevità: Le partite sono sempre differenti, visto che la probabilità di utilizzare sempre una stessa tattica è praticamente nulla. Oltre a questo è possibile utilizzare le Abilità Speciali dei personaggi (compresi quelli della promo Kickstarter, se anche voi avete la fortuna di averli) per vivacizzare la partita. Se giocate in solitaria invece l'automa è realizzato molto bene e diventa sempre più "cattivo" (aggiungendo carte Intrigo Future al mazzo automa) man mano che la partita procede. Esistono inoltre due livelli di difficoltà per l'automa: Normale o Difficile. Cos'altro chiedere di più?

Da migliorare

Difficile trovare qualcosa da migliore all'interno di Architetti del Regno Occidentale. Ci ho pensato per un po' ma alla fine ho trovato solo alcune piccole cose qua e la:

  • Una piccola miglioria riguarda alcuni simboli presenti su tabellone / carte che avrebbero potuto essere più chiari, soprattutto per il corpo di guardia che statisticamente è quello che lascia più incertezza nei giocatori.
  • Il concetto del tracciato reputazione è uno strumento molto potente a mio avviso, ma, alla fine, nel gioco risulta poco importante. Bellissima l'idea di giocare "nel giusto" o "contro la legge", ma personalmente l'avrei accentuata molto di più, rendendolo un aspetto chiave all'interno del gioco.
  • Solitamente un gioco di questa categoria permette partite con 2-4 giocatori. Architetti estende ulteriormente questo limite portando i possibili giocatori a 1-5, ma più volte mi è capitato di essere in 6 e pensare "cavoli non possiamo giocare ad Architetti, peccato". Da 1 a 6 giocatori sarebbe stato perfetto, visto che comunque così com'è scala davvero molto bene a prescindere se si gioca da soli o in cinque.

In sintesi..

C'è poco da dire.. Architetti del Regno Occidentale è sicuramente un gioco che tutti dovrebbero avere all'interno della propria collezione. E' riuscito ad alzare l'asticella di un genere che è in giro da sempre. Durante le partite si vede che il gioco è stato realizzato con passione e tutto si incastra perfettamente in maniera molto elegante. Essendo il primo di una trilogia ci sono grandissime aspettative per i prossimi due titoli..

Voti
  • 9/10
    Ambientazione e Tema - 9/10
  • 9/10
    Meccaniche e Profondità di Gioco - 9/10
  • 8/10
    Longevità e Rigiocabilità - 8/10
  • 9/10
    Materiali e Organizzazione - 9/10
  • 8.5/10
    Regolamento e Spiegazione - 8.5/10
8.7/10

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