Yōkai – Portiamo un po’ di ordine tra questi spiriti Giapponesi

YokaiA volte si sceglie un gioco per qualche meccanica particolare, a volte si va sul sicuro guardando il nome dell'autore, a volte si prende un gioco per completare una serie e a volte, come in questo caso, si sceglie un gioco per la sua grafica. Yōkai è un piccolo gioco di carte cooperativo, ideato da Julien Griffon ed illustrato da Christine Alcouffe. Arriva nel nostro paese grazie a Playagame Edizioni che ne ha curato l'edizione italiana. Si tratta di un gioco per 2-4 giocatori con partite molto veloci di circa 10 minuti (anche se sulla scatola è riportato 20 minuti) ed adatto a partire dagli 8 anni. Andiamo quindi a vedere insieme i materiali, le meccaniche ed a scoprire com'è questo Yōkai!

Materiali

YokaiCi sono dei giochi con grandi scatole piene zeppe di materiali e ci sono invece dei giochi più.. compatti. Yōkai ricade all'interno di questa seconda categoria. La scatola del gioco è piccolina (si parla di circa 12 cm, ovvero come un CD) al cui interno troviamo un mazzo di carte. Per essere precisi si tratta di un mazzo di 39 carte: 16 carte spirito, 14 carte suggerimento, 6 carte affinità e 3 carte obiettivo. Il formato è molto carino e particolare: le carte del gioco sono infatti quadrate, abbastanza grandi e hanno un buon spessore. Nonostante il materiale non sia molto, la qualità è decisamente buona. Molto carina anche l'organizzazione del materiale all'interno della scatola. E' stato infatti ricavato un piccolo box in cui inserire le carte in modo da non farle andare in giro (visto che la scatola è leggermente più grande delle carte). Dal punto di vista dei Materiali e dell'Organizzazione quindi è stato fatto un ottimo lavoro!

Meccaniche

Yōkai potrebbe essere definito quasi come una specie di memory collaborativo e infatti la meccanica di base è la stessa. Una partita di Yōkai inizia con le 16 carte spirito (4 per ogni tipo di spirito) mescolate a caso a faccia in giù in una griglia 4x4. L'obiettivo del gioco è far si che al termine della partita, ovvero prima che si esauriscano i suggerimenti, tutte le carte di ogni spirito siano raggruppate e adiacenti tra loro. Si gioca a turni e ogni turno è diviso in 3 fasi. Durante la prima il giocatore deve guardare segretamente due carte qualsiasi, successivamente deve spostare una delle carte (non per forza quelle viste) della griglia in una qualsiasi posizione (anche fuori dalla griglia) e durante l'ultimo step il giocatore deve o rivelare una carta aiuto o giocare una carta aiuto sulle carte coperte in gioco. Sembrerebbe facile detto così, ma c'è un punto da tenere in considerazione: i giocatori non possono parlare tra di loro. Abbiamo quindi "informazioni segrete" e "limiti di comunicazione" in un gioco collaborativo. Cercare di capire cos'hanno visto gli altri giocatori e perché hanno spostato lì proprio quella carta non è sempre facile, può portare a qualche fraintendimento e anche a perdere la partita. Vincere delle partite a Yōkai (con un punteggio accettabile) è risultato più difficile del previsto, ma nonostante questo il gioco è piacevole e diverso da quello che si vede in giro di solito.

Tema e Ambientazione

Yokai

Gli Yōkai sono delle creature sovrannaturali della mitologia giapponese, ma non si tratta di spiriti benevoli e infatti sono considerati tradizionalmente pericolosi per gli esseri umani. Nel gioco i nostri spiriti si sono mescolati e il nostro compito è placarli riavvicinando gli spiriti simili, senza però poter parlare per non scatenare le loro ire. Nonostante il gioco sia sostanzialmente astratto, il tema che è stato scelto è adeguato ed interessante. I 4 spiriti all'interno del gioco fanno davvero parte della mitologia giapponese: Rokurokubi, la donna dal collo lungo (viola), Kitsune, la volpe (rosso), Kappa, il figlio del fiume (verde) e Oni, il demone (blu). Lo stile scelto per i disegni e per le carte è molto minimal, ma forse un po' troppo allegro e fumettoso, snaturando così la cattiveria degli Yōkai. Tutto sommato però è molto bello da vedere e sicuramente le immagini e i colori scelti aiutano i giocatori durante la partita.

Aspetti Chiave

  • Turni, ma senza tempi morti: Nonostante Yōkai sia un gioco a turni, è importante ai fini della partita seguire quello che fanno gli altri giocatori durante il proprio turno e ragionare di conseguenza. In fin dei conti è un gioco collaborativo, quindi si gioca tutti insieme, anche durante il turno degli altri.
  • Difficoltà personalizzabile: Grazie alle carte affinità e alle carte obiettivo contenute del gioco è possibile complicare (una volta presa confidenza con il gioco) le partite sempre più, aumentando il livello di difficoltà. Sul manuale sono riportate le regole per i primi 5 diversi livelli, più ulteriori livelli di difficoltà per gli specialisti del gioco.

Da Migliorare

  • Limiti di comunicazione: I limiti di comunicazione tra i giocatori sono sempre un'idea interessante, ma sulla carta. Sono difficili da rispettare e spesso capita che (volontariamente o no) un giocatore dica o faccia qualcosa che permette agli altri di capire esattamente un'informazione e quindi si rischia di invalidare quindi la partita.
  • Ancora, ancora e ancora: L'idea di fondo è interessante e all'inizio tutti i giocatori sono presi bene, ma sulla lunga, per alcuni giocatori, potrebbe risultare un po' ripetitivo. Guarda, sposta. Guarda, sposta. Guarda, sposta.

In Sintesi

YokaiEra stato scelto principalmente per la grafica, con qualche riserva sulle meccaniche, ma dopo qualche partita c'è da dire che si tratta di un gioco intrigante, che ha del potenziale. Farei quasi fatica a definirlo un filler poiché lo sforzo mentale richiesto dal gioco è abbastanza alto: Ricordarsi ogni singola carta, ricordarsi i vari spostamenti fatti (e da chi), ricordarsi il chi ha visto cosa e dedurre le informazioni mancati da quanto si è visto nelle carte e da quanto si è visto fare dagli altri. Sono un sacco di cose che il cervello deve fare, soprattutto per un filler. Nonostante tutto, questo il gioco ci ha piacevolmente colpito!

Ambientazione e Tema
7.00
Meccaniche e Profondità di Gioco
7.50
Longevità e Rigiocabilità
6.50
Materiali e Organizzazione
8.00
Bilanciamento e Scalabilità
7.50
Totale
7.30