Scythe – Recensione

Giocatori 1-5 Giocatori
Tempo di Gioco 90-115 Minuti
Età 14+
Autore Jamey Stegmaier
Illustrazioni Jakub Rozalski
Casa Editrice (Italia)  Ghenos Games

Vedi la scatola di Scythe appoggiata sullo scaffale di un negozio o in una foto, sulla pagina di Amazon;  lo vedi che è diverso dagli altri giochi, lo capisci solo dalla scatola. E’ come fosse un quadro dipinto. Raffigura delle contadine dell’est Europa intente a raccogliere del grano…ma!? Cosa diavolo sono quelli? Dei robot giganti che sembrano avanzare! E stanno sparando! Ebbene si, questo è il preludio di un gioco e di un mondo contenuto in una scatola. Scopriamolo insieme.

Ambientazione e Tema

Ringraziamo e ringraziamo ancora Jakub Różalski, visionario artista polacco, per avere creato il mondo 1920+. Questo passato alternativo, accompagnato dalle vere e proprie opere d’arte di Jakub, ha dato al game designer di Scythe, Jamey Stegmaier, una stupenda ambientazione su cui sviluppare un gioco. In Scythe siamo alla fine della Prima Guerra Mondiale, dove gli avvenimenti di un passato alternativo hanno sviluppato tecnologie militari fantascientifiche per le condizioni dell’epoca. Nel 1920 alternativo spalanchiamo gli occhi e tremiamo di paura quando vediamo avvicinarsi un Mech. I Mech sono delle macchine giganti, pilotate dall’uomo, che funzionano con carburanti fossili proprio come un carro armato o un aeroplano di inizio secolo. Queste visionarie macchine sono dotate di armamenti e, ovviamente, sono usate per scopi militari. La popolazione civile, invece, contempla la propria vita senza alcuna evoluzione tecnologica: i civili sono per lo più contadini e minatori ed il loro ruolo è supportare la propria fazione producendo risorse. Scythe è ambientato nell’Est Europa del mondo 1920+. Ecco perché spiegate le origini delle particolari fazioni. Nel dettaglio troviamo i Rusviet particolarmente incrini ad una dinamica espansionistica verso le terre occidentali, ma troveranno la Polonia contrapposta a questi intenti. Molto presenti nella Grande Guerra, come nel dopo guerra, i Sassoni, che avanzano pretese di annessione all’Impero di terre rimaste neutrali. Presente anche il popolo della Crimea che vuole assicurarsi una solida difesa affidando il proprio destino ad una corsa agli armamenti. Anche i Popoli Nordici vogliono la loro parte e vedono nei territori neutrali un colmo bottino su cui mettere le mani. Le fazioni verranno portate, dall’esecuzione dei propri intenti strategici, nella regione della fabbrica e si prepareranno all’incontro o lo scontro tra loro. Riusciranno a dominare l’una sull’altra con battaglie senza esclusione di colpi?

Fatta questa panoramica generale, va detto che ulteriori informazioni sull’ambientazione vanno approfondite soprattutto fuori gioco. Infatti in game i riferimenti al mondo  1920+ sono dati in pasto ai giocatori indipendentemente dal loro background culturale su questa dimensione. Nel regolamento si apprezza comunque una breve introduzione al mondo 1920+ (nelle prime pagine) e la descrizione delle fazioni nonché dei loro rispettivi eroi (nell’ultima parte). In game l’ambientazione si assapora in ogni piccolo dettaglio (ed è anche la forza di questo gioco). Ogni elemento di gioco è riempito da stupendi disegni raffiguranti lavoratori, fabbriche o Mech. Nelle carte Incontro gli eventi sono stati pensati e scritti in riferimento alla dimensione 1920+. Stupende le miniature degli eroi e dei Mech stessi che fanno apprezzare ancora di più la possibile aggressività di queste unità e la contrapposizione con i pacifici civili raffigurati con dei meeple personalizzati. Elementi condensati con l’atmosfera desolata e fredda delle steppe dell’Est Europa dove il senso di impero e di nazione sono dominanti a discapito dell’individuo e del senso civile, esaltando così un particolare periodo storico (in chiave alternativa) ben sposato con gli avvicendamenti in stile dieselpunk. Un’ambientazione che ha tutti i presupposti per amalgamarsi in maniera ottimale ed appagante con il tema del gioco che rimane, ovviamente, il dominio sulle altre civiltà passando per produzione risorse e piazzamento lavoratori, unite al fattore strategico su mappa. Fare la guerra costerà caro, ma difendersi o chiudersi nel proprio guscio non basterà ad emergere. Si è sulla lama di un rasoio (o di una falce) e la tensione con gli altri giocatori nella partita si sente molto. Scythe, ovvero la falce: strumento usato per l’agricoltura o per il combattimento…rende proprio l’idea.

Meccaniche e Profondità di Gioco

Le meccaniche di gioco verranno analizzate approfonditamente in un articolo dedicato. Stay Tuned!

Longevità e Rigiocabilità

Scythe non è il classico gestionale a piazzamento lavoratori. E’ uno strategico-dinamico-gestionale a piazzamento lavoratori. E lo è per ogni giocatore. Il che significa che ogni giocatore è per gli altri la variabile di gioco che rende sempre nuova una partita. Provate ad essere all’apice della vostra produzione, ad avere trovato la vostra quadra strategica, quando, ad un tratto, venite invasi da Mech di una o più fazioni avversarie ed i vostri lavoratori vanno in rotta abbandonando le vostre amatissime risorse. E’ un colpo basso e pure duro, ma dovrete pur rialzarvi. Come? Sfoderando i vostri Mech, stringendo alleanze con un altro giocatore, pagando tangenti agli invasori perché si ritirino, invadendo gli avversari come vendetta cercando di farli ripiegare… E dopo? Rimessa in piedi la vostra fazione, riadotterete la tattica di prima che vi ha lasciato feriti nel vostro miglior momento? Probabilmente no… Certo, tutto questo può non accadere, dipende, come si diceva poco fa, dalla variabile che sono gli altri giocatori (che siano belligeranti o meno). E’ garantito, secondo questa possibilità, che scatterà dunque una sorta di guerra fredda, vi schiererete militarmente difensivi, pronti, col coltello tra i denti, a respingere ogni prepotenza ed invasione. Ogni singolo lotto di terreno occupato dai vostri civili lo lascerete a caro prezzo. Tutto questo in una partita accadrà una volta, mai o più volte. Rimodulerete la vostra strategia a seconda degli eventi e a seconda del tempo (le stelline) di fine gioco rimanente. Guiderete ogni aspetto espansionistico e produttivo della vostra civiltà. E i due aspetti sono necessari l’uno all’altro, ma inversamente proporzionali. Questo gioco offre, al di là delle strategie possibili da adottare (come in altri giochi), l’evoluzione della partita che raramente si ripeterà. Se si considerano le opzioni delle schede civiltà e schede giocatore, sfruttando abilità diverse ad ogni partita, non ci si stancherà facilmente di Scythe. Valutando anche un regolamento abbordabile, si possono avvicinare anche giocatori meno esperti che allungheranno il numero di partite di non poco, poiché, affinandosi giocando, risulteranno giocatori diversi o semplicemente più esperti con cui confrontarsi. E perché non provare la versione automa? Scythe dispone anche di una versione a giocatore singolo. Non manca proprio nulla. Non è finita! Sono presenti due espansioni del gioco, di cui:

  • una aggiunge ulteriori due fazioni con relative schede civiltà, scheda giocatore, eroe e mech con abilità personalizzate ed amplia il numero di giocatori per partita a 7
  • l’altra inserisce l’unità “aeronave”, una vera chicca strategica per spostamenti e logistica (nonché potenziale arma d’attacco)

Le possibilità risultano vastissime. Scythe rimane certamente un gioco importante ed importante è il tempo impiegato per una partita. Rimane sempre spazio per un filler di fine serata dopo aver calcolato i punteggi di Scythe, ma, per i giocatori meno appassionati, potrebbe risultare esagerato o addirittura pesante. Per giocarlo è meglio essere tutti d’accordo. Capiterà anche che non sarà il prescelto della serata.

Materiali e Organizzazione

Scythe è contenuto in una scatola più grande delle normali dimensioni di un gioco da tavolo. In essa sono comprese le svariate componenti di gioco di seguito indicate. In primis, il tabellone nella versione normale che deve essere ripiegato con cura per non creare sovrapposizioni inadeguate degli angoli di piega che rischiano di danneggiare lo strato superficiale. Carte, carte e ancora carte, suddivise in 41 carte combattimento, 23 carte obiettivo, 28 carte incontro, 12 carte fabbrica (più grandi delle altre), 5 carte Passafiume e 5 carte inizio rapido che fungono da promemoria ai giocatori, 6 carte bonus struttura. Si noti che le carte sono hanno rappresentazioni di ambientazioni che sono delle vere e proprie opere d’arte  con disegni che portano l’ambientazione nelle mani dei giocatori, calandoli ulteriormente nel ruolo di patrioti della propria fazione. Procedendo  col defustellamento, si trovano da assemblare dischi potere di cartone (attacco e difesa) come meccanica a ruota che serviranno a gestire le battaglie militari. Di cartone anche le  5 schede giocatore, chiare e semplici all’interpretazione, saranno il vero cuore del turno giocatore. Ben 80 saranno i segnalini risorse di quattro tipi diversi, il cui materiale di legno fa ottima cornice alla plastica dei mech. 80 monete di cartone di ottima manifattura, ricordano più un conio medievale. 12 gettoni moltiplicatore anch’essi di cartone accompagnano 12 gettoni incontro di uguale dimensione. Questi appena elencati sono i componenti generali di gioco. Ora veniamo ai componenti di fazione. Sono ovviamente uguali da fazione a fazione e ne varia solo il colore. Sono pedine di legno rappresentati indicatori di caratteristica. Si ha 1 segnalino azione, popolarità, potere, stella, 4 segnalini struttura, recluta. Si chiude con 8 segnalini lavoratore e 6 cubetti tecnologia. Si passa infine al pezzo forte della componentistica, infatti ogni fazione possiede i famigerati mech (personalizzati nelle forme) con 1 eroe relativo al personaggio dell’ambientazione. In tutto, per ogni fazione, vi sono 4 mech in plastica, ovviamente di forma diversa, 1 miniatura personaggio. I materiali sono molto soddisfacenti. Ci si alterna dalla carta/ cartone al legno passando per la plastica. Materiali rifiniti e di alta qualità. Le miniature sono tutte da apprezzare, così come i disegni sulle carte. Vengono date a corredo una notevole quantità di bustine per riporre tutte le componenti di gioco in maniera ordinata, anche se lo spazio nella scatola rimane comunque tutto da organizzare…come? E’ suggerito nel regolamento! E’ un piacere vedere una scatoletta di plastica sagomata precisamente per incastrare alla perfezione la notevole quantità di miniature presenti.

Regolamento e Spiegazione

I regolamenti, si perché sono due la versione 1-5 giocatori e Automa per la versione solitaria, sono ben strutturati e chiari nella lettura. In questo caso parliamo della parte 1-5 giocatori. Il regolamento presenta inizialmente un piccolo accenno all’ambientazione, passando subito agli obiettivi del gioco ed arrivando velocemente ai componenti presenti nella scatola. Considerando i componenti appena letti vengono spiegate per bene le terminologie come territori e le diverse unità. In men che non si dica si passa alla preparazione della plancia di gioco e si è subito pronti per imparare lo svolgimento dei turni e il susseguirsi delle meccaniche. Lo svolgimento del gioco risulta chiaro e di facile apprendimento. Per i neofiti, basta leggere il regolamento simulando sulla plancia appena creata ogni singola mossa descritta nel manuale. Il flusso di regole non risulta essere pesante all’apprendimento e le carte di riassunto aiutano molto i giocatori a ricordare le regole nelle prime fasi iniziali. L’automatismo scende presto nelle teste dei giocatori lasciando spazio al pianificare le mosse e le strategie, lasciando quindi il tutto al divertimento sempre più crescente. I punteggi finali è bene leggerli all’inizio per capire a cosa più occorre dedicarsi per compiere il punteggio più alto. Arrivati alla fine, ci si rende conto di quanto sia scritto bene un regolamento per un gioco corposo come Scythe, rendendolo a tutti gli effetti, nell’apprendimento, paragonabile, per pesantezza di regole, ad un banale filler. La magia è riuscita. Degne di nota sono le annotazioni del game designer all’interno del regolamento che esplicano consigli o annotazioni sulle scelte di creazioni di gioco. La spiegazione a nuovi giocatori risulta semplice, visto il regolamento schematico (si presta molto ad essere spiegato). In un paio di giri, si riesce a fare imparare il flusso di gioco ai nuovi giocatori. Servono un paio di partite (più che normale) per apprezzare il gioco nella sua totalità.

Voti
  • 10/10
    Ambientazione e Tema - 10/10
  • 9.5/10
    Meccaniche e Profondità di Gioco - 9.5/10
  • 9/10
    Longevità e Rigiocabilità - 9/10
  • 9/10
    Materiali e Organizzazione - 9/10
  • 9/10
    Regolamento e Spiegazione - 9/10
9.3/10

Commento

Scythe è un gioco diverso da tutti gli altri, quasi migliore di tutti gli altri.