Topiary – Recensione

Giocatori 2-4 Giocatori
Tempo di Gioco 15-30 Minuti
Età 10+
Autore Danny Devine
Illustrazioni Danny Devine, Jeff Oglesby
Casa Editrice (Italia)  Aurora, Fever Games

Ambientazione e Tema

Per questo filler dall’aspetto semplice e senza troppe pretese si prospetta un’ambientazione non molto carica di ingredienti che, in linea con la semplicità stessa del gioco, la si apprezza in una brevissima introduzione nel regolamento, nonché nella caratterizzazione dei materiali di gioco (tessere) che rispecchiano il tema del gioco: l’arte topiaria, ovvero sculture di siepi e arbusti di varie forme e altezze. Con questo pensate che in questo gioco si simuli, posizionando tessere in qualche modo, le più grandi creazioni artistiche sempreverdi? Credete che vincerete il titolo di “Edward Mani di Forbice”? Ebbene…no. In questo gioco vestite i panni di guide turistiche volte a far visitare il parco topiario agli ospiti dello stesso…molti ospiti. Per questo il topiary park è affollato, motivo per il quale dovrete assicurare al vostro gruppo di visitatori il miglior punto d’osservazione per catturare con lo sguardo, in una volta sola, il maggior numero di piante scolpite. Prendi un’ambientazione artistica e creativa con un tema tutto da conoscere e potenzialmente pieno di forme, sfide e significati. Dunque? Butta via tutto. Noi si arriva a opera conclusa. Siamo guide turistiche che si devono accaparrare l’angolino migliore. Dovrebbe essere accattivante?

Meccaniche e Profondità di Gioco

Topiary è un gioco semplice, ma non banale. Le meccaniche non sono prettamente difficili e si ottiene una confidenza con il gioco abbastanza in fretta. Certamente la buona parte dell’applicazione delle meccaniche la si trova nella fase finale, durante la conta dei punti. Questo può non essere positivo, perché potrebbe sembrare di essere più attivi nel conteggio che nel piazzamento visitatori, ma si ricordi che è un filler da poche decine di minuti (riuscendo benissimo nello scopo). Se si vuole qualcosa di più complicato e/o avvincente, avete sbagliato scaffale. Analizziamo di seguito le meccaniche presenti in Topiary, riferendoci allo standard ben descritto nel libro scritto da Walter Nuccio: “La progettazione dei giochi da tavolo”.

Attacco

Sia chiaro sin da subito che non si intende una forma di attacco diretto volta a creare danni all’avversario. Se per attacco, però,  si intende creare un danno quantificabile nel punteggio finale (che è l’obiettivo del gioco), allora, in Topiary, è presente la meccanica dell’attacco. Si pensi a quando un giocatore piazzi un lavoratore, ehm scusate, un visitatore a capo di una riga, colonna o diagonale. Il turno appena successivo un avversario potrebbe sacrificare una sua mossa per piazzare una tessera con punteggio alto (pianta alta) esattamente in faccia al visitatore avversario precedentemente piazzato,  rendendone minima la resa in punteggio. Certo è difficile che i giocatori si impostino con strategie così aggressive (e poco sensate), ma è una giocata a tutti gli effetti prevista. Per cui la competitività del gioco potrebbe, in remoti ed audaci casi, anche avere un’impennata improvvisa.

Bonus

Una meccanica sotto agli occhi di tutti, perché chiaramente scritta nel regolamento. E’ una maggiorazione al punteggio finale, nel caso in cui un visitatore veda più sculture topiarie dello stesso tipo. Si può tentare dunque di favorire una determinata linea di vista con piazzamento tessera per arrivare a prendere il bonus più alto possibile. L’unico peccato è che questo bonus si assapora a gioco finito in una fase non attiva: il conteggio dei punti. Non dinamizza il gioco, ma potrebbe ribaltare la classifica.

Classificazione

La meccanica senza la quale il gioco non avrebbe logica. le tessere sono divise in tipologia di figura e altezza. Senza l’altezza non si avrebbe la regola della vista. Senza la tipologia di figura non si avrebbe il bonus finale. Entrambe le classificazioni delle tessere delineano le scelte del giocatore in base alle regole specificate. L’origine del gioco sta in questa meccanica.

Conversione

Con questa meccanica si ha la seconda mossa possibile del proprio turno: piazzo una tessera dalla mia mano in cambio di una sul tavolo. Questo permette di fare due cose a seconda della situazione: giocare a proprio favore una tessera giusta, in modo da crearmi una linea di vista crescente o liberarmi di una tessera inutile facendo uno sgambetto strategico ad un avversario, interrompendo una catena di sculture alla vista. Una meccanica che nella sua semplicità potrebbe dare pepe al gioco.

Draft

E’ una variante alla preparazione del gioco. Le tessere avanzate vengono prese dal primo giocatore e di queste ne sceglie tre. Le rimanenti le passa al secondo giocatore che ne sceglie tre e così via. Toglie una piccola percentuale di alea alla formazione della propria mano. Forse per esperte guide turistiche partire con determinate tessere in mano fa la differenza. Da provare almeno una volta.

Effetto speciale

L’inclusione di questa meccanica è al limite così come per quella dell’attacco. Un evento non scaturisce una conseguenza insperata che regala al gioco vivacità tramite l’assunzione di un colpo di fortuna. In fase di conteggio, però,  oltre ai punti addizionali per le figure uguali nelle stesse fila, vi sono i punti  per le figure nella propria mano ed uguali in quelle viste nelle fila osservate. La cosa potrebbe non essere prevedibile, poiché le tessere in mano sono pescate coperte dalla plancia di gioco. In quel caso potrebbe essere una piacevole sorpresa.

Informazione nascosta

Lo stato del gioco in Topiary è totalmente nascosto. Tutte le tessere prelevabili sono coperte fino all’intervento di un giocatore. Questo stato rende incerta la mano successiva, poiché la pescata di una tessera è si scelta nella sua posizione, ma fortemente aleatoria nel valore del contenuto della tessera stessa. Questa dinamica potrebbe permette a qualche giocatore delle deboli giocate di bluff.

Mosse Multiple

Una meccanica presente in modo tanto chiaro quanto esile. Ogni turno un giocatore ha una mossa obbligatioria (piazzamento visitatore) e una facoltativa (il giocare una tessera dalla propria mano, scambiandola con una della matrice nascosta). Non appaga in una sensazione di libertà di gioco o di creazione di una strategia, ma meglio così: stiamo parlando di un filler molto semplice e pratico d’altronde.

Progressione

Anche questa meccanica è passiva e entra in gioco alla fine della partita durante la fase di conteggio. Ogni visitatore prende ulteriori punti se vede più figure dello stesso tipo in una linea. Sia ben definito che non si può diventare accumulatori seriali di tessere con una particolare forma, dal momento che le tessere sul tavolo disposte coperte, ma nel caso si è fortunati, si possono piazzare quantomeno le tessere nel posto giusto. Non è molto gratificante perché non si riesce facilmente a creare una strategia per sfruttare alla fine questa meccanica, ma, in concreto, può comunque fare la differenza nel calcolo del punteggio. Da tenere in considerazione.

Vincolo Immediato

Questa meccanica è l’essenza della giocata base: il piazzamento visitatori. L’azione obbligata di ogni turno è vincolata nel modo di posizionare il visitatore. Questo vincolo immediato mette ordine nelle sovrapposizioni (non possibili) dei piazzamenti dei vari giocatori ed è qui che ci si immerge veramente nell’essere una guida turistica del  topiary park, ovvero trovare il miglior posto d’osservazione ai nostri clienti.

Longevità e Rigiocabilità

Un filler molto pratico. Per questo è apprezzabile soprattutto se si ha poco tempo. Sembra un parente alla lontana (molto lontana) di Carcassonne (meeple e tessere). L’impegno mentale è molto simile. Si potrebbero anche fare due partite di fila senza stancarsi. Magari dopo qualche partita è anche meglio avere un’alternativa, poiché, alla lunga, probabilmente, si ha anche bisogno di stimoli diversi. Si può concludere che, se giocato a bassa frequenza, salta in mano molto volentieri. In termini di rigiocabilità, è strutturata sulle solide fondamenta  dell’alea dovuta alla meccanica dell’informazione nascosta. Questo permette di rigocare facilmente “da zero” ogni partita senza avere le idee chiare. Se non fosse per le regole molto semplici e la velocità di gioco, non godrebbe di alta rigiocabilità, ma, fortunatamente, non è questo il caso. Chi vuole fare una visita guidata?

Materiali e Organizzazione

Gioco semplice, materiali semplici (il semplice è bello). Pochi materiali e ben strutturati. Ogni componente materiale ha un’alta densità di capacità di gioco: tutto qui è fondamentale e non ci sono componenti facoltativi (token,segnalini o simili). Tutto è essenziale. Tutto è ben strutturato e riponibile in una scatola dalle limitate dimensioni. Cartone e legno sono il corpo di Topiary. La componente artistica è apprezzabile positivamente. L’essenziale per giocare non fa distogliere l’attenzione e non crea confusione. Massima resa.

Regolamento e Spiegazione

Si è già detto che è un gioco semplice? Veloce? Di facile apprendimento? Bene, ripetiamolo. Il regolamento si presenta completo in tre facciate di modeste dimensioni. Tutto (quel poco che c’è) è spiegato in maniera logica e ben strutturata. Per i neofiti non ci sono problemi di comprensione e apprendimento, anzi! Molte regole sono da ricordarsi nella fase finale di conteggio punti, cosa che il principiante può demandare tranquillamente al giocatore più esperto. Un ottimo inizio dunque per chi si avvicina alla nostra dimensione.

 

Voti
  • 4/10
    Ambientazione e Tema - 4/10
  • 7/10
    Meccaniche e Profondità di Gioco - 7/10
  • 7/10
    Longevità e Rigiocabilità - 7/10
  • 8/10
    Materiali e Organizzazione - 8/10
  • 7/10
    Regolamento e Spiegazione - 7/10
6.6/10

Commento

Filler semplice, senza troppe pretese ma non banale.

 

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